Europa vivono 499 miliardari. I loro patrimoni, nell’insieme, ammontano a circa 2.300 miliardi di euro. Ma a oggi, le tasse pagate su questa gigantesca ricchezza variano dallo 0 allo 0,5%. Basterebbe un’imposta uguale per tutto il Continente, di appena il 2%, per far arrivare nelle casse di 27 Paesi Ue introiti annuali pari a 40 miliardi di euro. Una cifra irrisoria per i miliardari, ma una fonte preziosissima di risorse aggiuntive per una Unione europea che proprio in questi mesi sta cercando di aumentare il suo bilancio per affrontare sfide come la guerra in Ucraina, le migrazioni e la difficile transizione ecologica e digitale dell’economia. È quanto emerge da un rapporto dell’Osservatorio europeo sul fisco.
L’universo parallelo dei miliardari
Il rapporto parte da un dato di fatto: i miliardari in tutto il mondo vivono in una sorta di universo parallelo rispetto ai comuni cittadini, una zona grigia dove è possibile eludere le tasse nazionali, se non proprio evaderle. Le loro aliquote di imposta “variano dallo 0 allo 0,5% del loro patrimonio grazie all’utilizzo di società di comodo che gli permettono di sfuggire alla tasse sui profitti”, si legge nel documento.
Dopo una serie di scandali legati all’evasione (spesso legalizzata) e ai paradisi fiscali, l’Unione europea ha lanciato una serie di contromisure che avrebbero dovuto colpire il fenomeno. Lo ha fatto coinvolgendo anche i partner internazionali, perché, ricorda l’Osservatorio, la cooperazione su scala globale è fondamentale per evitare che miliardari e multinazionali sfruttino le differenze nei regimi fiscali tra un Paese e l’altro per sfuggire alle tasse.
La situazione a livello mondiale
La somma della ricchezza dell’1% più ricco di tutto il mondo è maggiore di quella del 90% più povero. Non solo. Meno di 60.000 degli “ultra-ricchi” controllano oggi una quantità di ricchezza tre volte superiore a quella posseduta dalla metà della popolazione adulta globale, circa 2,8 miliardi di persone.
I Paesi poveri per attirare i capitali delle “economie forti” pagano interessi molto più alti per compensare il rischio percepito dai mercati. Questo sovrapprezzo drena risorse preziose che vengono così sottratte agli investimenti per lo sviluppo, l’istruzione e la sanità, come conferma anche l’analisi della Commissione delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (UNCTAD).
Il report contiene tuttavia anche un messaggio costruttivo: è possibile invertire la tendenza delle disuguaglianze. Lo studio simula che l’introduzione di un’imposta minima del 2% sulla ricchezza destinata ai circa 92.000 individui che possiedono più di 100 milioni di dollari (appena lo 0,002% della popolazione adulta mondiale) genererebbe 503 miliardi di dollari l’anno. Una cifra enorme, che sarebbe sufficiente a coprire interamente il debito pubblico complessivo di numerosi Paesi a basso reddito e a migliorare in modo sostanziale le prospettive economiche di milioni di persone.
Ovviamente dovrebbe essere una scelta politica a livello globale per evitare la “fuga dei capitali” verso i cosiddetti paradisi fiscali. Nel frattempo, per i singoli investitori, si tratta di scegliere dove investire, privilegiando le realtà che promuovono l’inclusione sociale, la tutela dell’ambiente e un’economia più equa: rispetto alle crescenti disuguaglianze, vogliamo invertire la rotta?
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Come una tassa del 2% sui miliardari farebbe più ricche Italia ed Europa
https://europa.today.it/economia/tassa-patrimoni-miliardari-ue.html
© Today
https://www.financialounge.com/news/2026/02/13/dal-world-inequality-report-2026-ridurre-le-disuguaglianze-e-una-scelta-politica/

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